Pon 2014-2020

PON 2014-2020

Alberto Manzi: "La VB ascolta le sorelle Bucci"

Venerdì 18 gennaio alle ore 9,30 alla sala Banti, la classe VB della Scuola Primaria Alberto Manzi ha partecipato alla celebrazione in occasione del Giorno della Memoria.

Tutti gli alunni e le alunne con le loro insegnanti  hanno ascoltato la testimonianza delle sorelle Andra e Tatiana Bucci, cugine di Sergio De Simone, le più piccole superstiti italiane del campo di sterminio di Auschwitz.

 Una rappresentanza della classe ha consegnato alle sorelle Bucci un elaborato prodotto con il lavoro di gruppo, che sintetizza la ricerca – studio effettuata sull’argomento.

Inoltre è  stato proiettato il cartone animato prodotto dalla Rai “La stella di Andra e Tati”, che racconta la storia delle sorelle Bucci e del loro cuginetto Sergio De Simone,  per aiutare i bambini ad avvicinarsi allo studio della Shoah attraverso un linguaggio vicino a loro.
Primo film a cartoni animati rivolto ai ragazzi che racconta la Shoah.  Un film di 26 minuti  prodotto da Rai Ragazzi, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, che  narra la storia che si intreccia con il racconto ambientato ai giorni nostri di alcuni ragazzi in visita ad Auschwitz con la loro insegnante.
Le piccole Andra e Tati Bucci, ebree italiane di Fiume, avevano 6 e 4 anni quando il 29 marzo 1944 vennero deportate ad Auschwitz insieme a madre, nonna, zia e cuginetto. Un viaggio lungo quasi mille chilometri in treno, a bordo del convoglio numero 25T. Arrivarono ad Auschwitz il 4 aprile. Riuscirono a sopravvivere alle prime selezioni nel campo di concentramento perché il dottor Mengele le scambiò per gemelle e decise dunque di portarle nel Kinderblock, la baracca dei bambini che venivano destinati agli esperimenti di eugenetica. “Appena arrivate al campo – ricorda Tati – ci fecero indossare vestiti grandi e sporchi. Poi ci marchiarono con il numero che ancora oggi portiamo sul braccio. E che non abbiamo mai voluto cancellare”. A lei fu tatuato il numero 76484, alla sorella il 76483. Andra e Tatiana si rifugiarono nella loro unione, diventando l’una la famiglia dell’altra, proteggendosi a vicenda dall’orrore del campo. Il loro legame e la compassione di una guardiana del lager hanno permesso alle sorelline di sopravvivere: furono liberate insieme al campo il 27 gennaio 1945,  sono tra i 50 bambini sopravvissuti ai circa 200mila deportati nei campi di sterminio. Dopo una permanenza prima a Praga e poi in Inghilterra, sono riuscite a riunirsi con i loro genitori.  Una volta adulte, Alessandra e Tatiana hanno affrontato il trauma dell’Olocausto per diventare testimoni verso le nuove generazioni, rilasciando numerose interviste in Italia e all’estero. “Abbiamo avuto il coraggio di tornare ad Auschwitz solo nel 2005. E poi ci siamo venute sempre, anche più volte all’anno – ha detto Tati, che promette: “finché le forze ce lo permetteranno, continueremo a tornare”Le sorelle Bucci hanno trasformato la loro storia in una testimonianza “che deve contribuire a far restare viva la memoria degli orrori pur nella convinzione o meglio nella speranza, che non potranno ripetersi perlomeno in quella forma così terribile”.

Durante la celebrazione il sindaco del Comune di Montemurlo, Mauro Lorenzini,  ha conferito la cittadinanza onoraria ad Andra e Tatiana Bucci, sopravvissute alla Shoa.

E’ con un grande messaggio di speranza che le sorelle Bucci hanno salutato: “Non siamo solo sopravvissute. Abbiamo vissuto: siamo state in grado di costruirci una vita, una bella vita. Questo per noi è importantissimo, perché è un messaggio di speranza.”

Le insegnanti: Lucia  Lasagni e Francesca  Antonaci.

ozio_gallery_jgallery